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titania76

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titania76
Titolo: Gemelli-dipendente
Età: 43 anni
Sesso: Femmina
Località sconosciuta
Data di Nascita: 29 - Maggio - 1976
Interessi: Nessuna Informazione
Segno Zodiacale: Gemelli
AIM Nessuna Informazione
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Perdutamente e irrimediabilmente
Gemelli-dipendente

I Love Sorkino™


Le mie storie su EFP

Troppo lunga per una one-shot?
Ma se non sono neanche 7 pagine di Word!!!!
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I mei contenuti
13 Dec 2011
Destino (Artemide) da Next Dimention
(110 parole)

Seduta sul tuo scranno marmoreo e avvolta dalla nivea luce della luna a te consacrata, dall’alto osservi severa la giovane impudente che a te implorante chiede aiuto.
Tu, eterea creatura dal divino candore, discendi lenta quelle scale che ti separano da Lei, pronta a punire l’affronto compiuto.

Non come Dèa e sorella ti si pone di fronte ma umile umana si prostra a te. Sottomessa ti si offre per la vita di un uomo. Di egoistica e scellerata natura è quella sua richiesta. La salvezza di uno per il sacrificio di molti.

Immeritevole della sua divina natura ai tuoi casti occhi, ti ritrai da Lei, lasciandola infine al suo destino.
13 Dec 2011
Vita (Cardia)
(110 parole)


Palpita il cuore nel tuo giovane petto. Cosa vai cercando cavaliere?
Non la gloria della vittoria è nei tuoi pensieri. Mendace giustificazione è per te questa guerra. No! Un degno avversario che sia per te prova ultima.

Avvampa nelle tue vene il fuoco della vita, scorre veloce ad incendiarti l’anima, surriscalda il tuo cuore che arde di passione. Brucia in un unico attimo la tua esistenza fino all’ultimo battito, fino al tuo ultimo respiro.

Soddisfatto sorridi, libero infine, perché hai trovato ciò che cercavi. Ora, in piedi di fronte al tuo avversario, è lei che vedi. La Nera Signora che lesta ti viene incontro e nel suo abbraccio, trovi pace.
11 Sep 2011
Wellà Ikkino dalla cloth rosa salmone xd.png

Tanti auguri di buon compleanno!!!



9 Sep 2011
Una proposta indecente
Lavoro a quattro mani
By Gaoithe
(Hoel&Titania76)


Fandom: Saint Seiya;
Genere: Commedia, Erotico; Suspence; Crackfic;
Personaggi: Altri, Gemini Kanon, Gemini Saga, Sagittarius Aiolos, Sorpresa;
Avvertimenti: AU; OOC; Shonen-ai; Yaoi;

La storia è liberamente ispirata dal serial tv “Las Vegas” e nella sua parte della proposta al film “Proposta indecente”

Nota:
I capitolo sono lunghi, originariamente sono solo 2 ma qui saranno divisi in 2 parti ciascuno. Anche se la storia è a quattro mani, naturalmente ho avuto il permesso da parte della mia "partner in crime" di pubblicarla anche qui. Perchè Lei vi conosce! (più o meno )

E' una yaoi ma è alla portata di tutti, quindi non spaventatevi e fatevi quattro risate.

Gaoithe la trovate qui!!!

Hoel la trovate qui!!!!

titania la trovate... beh, sapete tutti dove trovarmi



*****


Capitolo 1: Primo tempo - prima parte

- E questi cosa sarebbero? – un indiavolato Saga aveva dato il suo fraterno bentornato al gemello, che come suo solito se l’era spassata tutta la mattinata a gironzolare per la città con gli amici, agitandogli in faccia alcune e-mail. La fortuna di avere un fratello con una fantasia ai minimi termini, quando si trattava di password. – Eh, you birdbrain? Che sarebbero? -

– Chill out Saga, sono solo alcuni acquisti, nulla di che! – aveva ribattuto un Kanon angelico, scrollando placido le spalle, come se prosciugare la disponibilità della sua carta di credito prepagata a neanche metà mese fosse la cosa più naturale del mondo. – Oh, really? E dimmi, come penseresti di pagarli allora? Non azzardarti anche solo a sperare, che io ti presti la mia carta! – scocciato, adirato, Saga alla fine aveva sbattuto sul tavolo quelle stampate e se ne era andato in cucina lasciando il gemello allibito per quell’inaspettata reazione.
Il minore era ben conscio di quanto il suo doppio sapesse essere di manica perfidamente stretta - mentre lui al contrario era un pochino più disinvolto negli acquisti - ma fare una piazzata di quel genere solo per aver superato il budget di poche centinaia di dollari questa volta non l’avrebbe mandata giù e al diavolo Saga e i suoi precetti pseudo calvinisti!

– Tranquillo, non sarai tu a pagare, troverò i soldi da qualche altra parte, you’ll see! – berciò adirato, dopodiché riprese giacca e chiavi Kanon e sbattendo furente la porta uscì nuovamente di casa, dopo aver mandato in malora Aiolos, colpevole ai suoi occhi di aver voluto entrare nello stesso istante e di essersi di conseguenza scontrato contro di lui.

- No! Lui no, Kanon! Non lui! – gli gridò dalla cucina Saga, trapanando le orecchie a tutto il vicinato.
Ma il fratello se l’era già svignata lontano.


*****



Le telecamere di sorveglianza lo avevano inquadrato durante un normale controllo di routine memorizzandone rapide e laboriose i suoi dati: all’apparenza egli sembrava un giovane come tanti agli occhi degli addetti che controllavano scrupolosamente i video per scovare eventuali truffatori o bari. Oggigiorno mille erano le tecniche che quei furbacchioni escogitavano per tentare di fregare il banco e farla franca, ma puntualmente ed inesorabilmente tutti venivano scoperti e puniti dall’implacabile occhio del Big Brother.
Il tutto sotto il vigile e severo controllo di Rhadamanthys F. Mortimer, giovane direttore del popolarissimo “Meikai Casinò” - nonché temutissimo nipote del proprietario - denominato “The Judge”, il giudice, poiché lui decideva le sorti dei malcapitati che venivano condotti al suo cospetto: fossero costoro stati semplici sfortunati che avevano perso cifre più o meno importanti ai tavoli da gioco, oppure i tanto ricercati bari, egli li scovava, processava ed emanava la giusta sentenza. Era tuttavia quest’ultima categoria – i bluff - che dava maggiore soddisfazione al “Giudice” il quale poteva sbizzarrirsi in “condanne” più o meno sadiche o a seconda dei casi anche raffinatamente creative.

In un momento di relativa calma i due addetti ai monitor si erano soffermati su di una donna piuttosto piacente, la quale se ne stava seduta al bancone del bar sorseggiando un cocktail. Erano stati i loro commentini e apprezzamenti non proprio galanti ad attirare l’attenzione del “Giudice”, che non si era di certo tirato indietro a rimetterli in riga: nulla infastidiva di più al mondo Rhadamanthys dei pettegolezzi e mancanza di serietà sul lavoro.

Posò quindi lo sguardo su di uno dei piccoli monitor della postazione e rimase folgorato da un’inaspettata visione. Tuonando con voce imperiosa aveva ordinato di passare l’immagine sullo schermo grande. – Non la donna, you idiot! Il ragazzo, quello che sta in fondo, sulla sinistra! – aveva ringhiato ad uno dei sottoposti mentre gli altri lì vicino sghignazzavano al pensiero del loro imperturbabile capo che, sgranando gli occhi, era rimasto a bocca aperta di fronte all’immagine di quel ragazzo che mestamente si rigirava un bicchiere di birra tra mani. – Fate un controllo su di lui e se risulta qualcosa, qualsiasi cosa, portatelo nel mio ufficio “privato”! – aveva infine detto con un sorriso rapace sul volto mentre si allontanava dalla sala controllo. Voilà infine un interessante diversivo per trascorrere in maniera assai piacevole la solita serata barbosa fino al coma.


*****



Una decisa zampata distrasse il giovane biondo dalle fiches sparpagliate sul tavolino verde, costringendolo a girarsi verso il suo inaspettato interlocutore, due colossi leggermente inquietanti.
- Mr. Maynard? - fu l’unica gutturale parola proferita da uno di loro, dimostrando di appartenere anche alla specie umana. Quasi ipnotizzato dal grottesco miscuglio di scimmia e uomo paratogli dinanzi, l’interpellato in questione li fissò prima a lungo e piuttosto disorientato, poi s’umettò le labbra, indeciso sul da farsi: incredibile che fosse arrivato ad punto della sua vita, in cui un sì o un no poteva equivalere alla sua condanna o salvezza. Peccato che non esistesse alcun modo per sbirciare da qualche parte la soluzione. Hé, la grande fregatura …

-Yeah…? - si decise infine, pigolando in un timido sussurro la risposta e sperando che fosse quella giusta. Il prelevamento forzato per le ascelle, invece, gli dimostrò abbastanza chiaramente che non era quella la replica salvavita.
Sorry chap, try again.

Se la fortuna gli avesse concesso una seconda chance, of course …


*****



Nel suo studio arredato in modo anche fin troppo lussuoso, Rhadamanthys tamburellava nervosamente le dita sulla scrivania, le orecchie tese in spasmodica attesa. Aveva letto e riletto più volte il particolareggiato dossier che gli era stato preparato in tempi rapidi dal suo staff, memorizzandone minuziosamente ogni singola parola, analizzando e valutando nella mente quale tipo di giocatore potesse essere quel giovane. Sogghignando all’idea di ritrovarselo di fronte. Quale sarebbe stato il trattamento più adeguato?

Fra tanti truffatori e poveri disgraziati in cerca del colpo grosso che avevano avuto la sfortuna di incrociare la sua strada, gli era capitato fra le mani un allocco. Uno sbarbatello che sì aveva perso in maniera sconsiderata una fortuna al gioco ma che non sembrava propriamente un disperato, almeno economicamente parlando. Un ingenuo, ecco cos’era, e per giunta anche molto interessante. Non era certo di gusti semplici Rhadamanthys, aveva una certa reputazione da difendere, ma quel biondo aveva acceso in lui una scintilla di bramosa lascivia.

“Bellissimo” pensava mentre posava un’ultima volta lo sguardo su quella piccola foto contenuta nel fascicolo. Sarebbe stato orgoglioso di lui nonno Shion - pace all’anima sua nel girone dei lussuriosi - nonno da parte di madre naturalmente. La pecora nera della famiglia per quel che riguardava gli affari ma con una lunga schiera di amanti, tutti giovani e avvenenti. Sì, decisamente avrebbe approvato la sua scelta, soprattutto se in quel momento il vegliardo riposava tranquillamente tre metri sotto terra, altrimenti avrebbe sicuramente tentato di portargli via quella preda. “Charming indeed …”

Un brontolio dal monitor lo riportò alla realtà.

- Ah!… Eccolo, finalmente – si era lasciato sfuggire ad alta voce Rhadamanthys, mentre osservava due poco discrete guardie trascinare quasi di peso il giovane in questione lungo un ampio e soffusamente illuminato corridoio verso il suo ufficio. Il piccolo monitor - integrato nella parete appena sopra il piccolo angolo bar e usato nelle occasioni speciali per le esigenze sue e dei suoi ospiti particolari – gli aveva permesso di spiare tutta la scena con comodo ed era un vero peccato, che quelle immagini in bianco e nero delle telecamere interne rendessero poca giustizia al suo protégé.

- Come in … -

La sua preda venne fatta accomodare di malagrazia sulla poltroncina di fronte alla grande scrivania di noce troneggiante nell’ambiente arredato con grande gusto, e che in maniera armoniosa fondeva in sé antico e moderno.
- Hey, che maniere! Per quale motivo sono stato sequestrato in questo modo? – con voce alterata, un alquanto indignato Kanon alzandosi di scatto protestava veementemente all’indirizzo dei due energumeni, che lo avevano intercettato mentre, dopo essere uscito dal bar, si era appena riseduto al bancone per tentare la fortuna con i pochi spiccioli che gli rimanevano in tasca. Artefici di quel gentilissimo invito erano stati appunti quei due gorilla nerovestiti con auricolari e occhiali da sole d’ordinanza, direttamente usciti dal film “Men in Black” e dalla stessa loquacità, sperando senza le stesse pistole appresso.
- Siete qui su mio invito Mr. Maynard – si fece avanti il padrone di casa, rimasto nei pressi del piccolo angolo bar mentre si serviva da bere in un elegante bicchiere di cristallo di Boemia, dopo aver ordinato con un cenno del capo ai suoi uomini di lasciarli soli. – Gradite qualcosa da bere? Beer perhaps? – avvicinandosi lentamente il Giudice porse amabile una birra fredda al suo ospite.

Con sguardo indagatore Kanon spiava di sottecchi quell’uomo di fronte a lui che, con modi gentili ma sospetti, tentava di metterlo a proprio agio. - Allora, si può sapere perché sono stato portato qui? – Aumentava sempre più l’irritazione del giovane che ora, celando il suo crescente disagio, sfoderava un’aria arrogante e sicura, non rendendosi conto invece del grosso guaio in cui si stava cacciando.
– Mi è stato sottoposto il vostro caso Mr. Maynard, una biografia davvero intrigante la vostra … Immagino, che siate al corrente di aver perso una considerevole somma di denaro ai nostri tavoli, o mi sbaglio? – Pacatamente Rhadamanthys esponeva al suo ospite il motivo di tale invito, mantenendo un contegno degno di un giudice del tribunale, mentre si accomodava alla sua poltrona dietro la preziosa scrivania con un bicchiere rigirato nella mano destra, dove tintinnavano imperiosi gli irregolari pezzi di ghiaccio immersi nel prezioso liquido ambrato. Esso era un’esclusiva miscela delle più pregiate foglie di tè direttamente importate dall’India, un’antica tradizione di famiglia derivante dal ramo aristocratico inglese che però la sua natura per metà statunitense aveva brutalizzato, trasformando quella nobile bevanda in tè freddo.

- È solamente questa la questione? Non ho problemi a saldare il debito! – aveva risposto Kanon, ribattendo frettolosamente con voce leggermente scocciata e un ampio gesto del braccio, gli occhi ancora ben puntati sull’uomo di fronte a lui, i quali non riuscivano però a nascondere all’esperto Rhadamanthys la verità dietro quell’ostentata sicurezza. “Ah!... quello sguardo pieno di falsa sicurezza! Sarà troppo facile farlo cadere nella mia trappola!” pensava fra sé e sé Rhadamanthys mantenendo ancora il suo atteggiamento sornione, prima di giocare il suo asso nella manica.

– Mr. Maynard, credete davvero di poter saldare un debito di un 150 000 dollari in pochi giorni? Per carità, non oserei mai mettere in dubbio la parola di un mio cliente, non sia mai, però … ecco … vedete, il fatto è che ci siamo presi la libertà di effettuare dei controlli su di voi … Niente di eccessivamente invasivo, rilassatevi, solo semplice routine … – lo rassicurò solerte, notando compiaciuto il piccolo sobbalzo sulla poltrona da parte dell’altro - Alas, purtroppo è saltato fuori che attualmente voi non avete disponibilità di tale somma e questo è per entrambi un bel grattacapo. Voi comprendete, spero? – sospirò teatralmente, in realtà sogghignando trionfante. A prova di quanto riferitogli, aprì sotto il naso del giovane il suo dossier, indicandogli con falsa premura l’abnorme debito accumulato.

Ed ecco, che vide i primi segni di disagio fluire dalla fronte della sua giovane preda sotto forma di piccole goccioline di sudore, mentre le mani stringevano convulse il collo della bottiglia di birra che a quel contatto inesorabilmente si riscaldava. – Voi provenite da una famiglia facoltosa di Los Angeles, Mr. Maynard, se non erro - proseguì indulgente – sfortunatamente, però, non è una garanzia sufficiente. Inoltre, … - fece una studiata pausa per osservare le reazioni del suo giovane ospite - ci risulta che negli ultimi tempi avete, come dire … impiegato in modo creativo ingenti somme di denaro e che la vostra famiglia vi ha bloccato i fondi. – terminò poi ineffabile il giudice cedendogli gentilmente la copia del fascicolo, che per poco non scivolò dalle mani umide di sudore del ragazzo. Ora ne era certo Rhadamanthys: quel nervoso distogliere lo sguardo, la contrazione dei muscoli delle spalle e il continuo deglutire, tutto indicava quanto il giovane di fronte a lui fosse completamente nelle sue mani e il bello era che non aveva neppure dovuto faticare troppo.

– Well … ora … sono, I mean … un attimo in ristrettezze, ma non dubitate che in tempi brevi, quando avrò risolto alcune insignificanti questioni familiari … salderò il dovuto. Forse … forse un paio di settimane e tutto si dovrebbe risolvere … io non … insomma … credo … – Sempre più incerto nella voce e nei movimenti Kanon tentava a fatica di mantenere una qualche parvenza di sicurezza.

Pregustava già il sapore della vittoria Rhadamanthys, ora mancava solamente l’atto finale. Alzandosi compostamente dalla poltrona e aggirando lentamente la scrivania, gli si era affiancato sfoderando la sua espressione più partecipe per la situazione del giovane Kanon – Non ne dubito, Mr. Maynard, non ne dubito! Se questo imbroglio dipendesse da me, vi lascerei tutto il tempo del mondo per raccogliere la somma persa. But you see, my dear friend, mi permettete vero? – e gli posò una mano sulla spalla per fargli sentire la sua sincera vicinanza, - dicevo … io disgraziatamente devo rendere conto ad altri e non mi è possibile concedere questo tipo di deroghe. Abbiamo delle regole piuttosto rigide e Dio salvi chi le infrange! Altrimenti, sapete benissimo come finisce: con gli avvocati, i giudici, la buoncostume, i giornalisti e ficcanasi vari. Riassumendo, ché il vostro e il mio tempo è denaro, i debiti si saldano entro 5 giorni; in caso contrario, le conseguenze … - e lasciò cadere l’argomento volutamente in sospeso, sebbene il suo ospite ne avesse ben inteso il vero significato.

Infatti, troppi film aveva visto sull’argomento Kanon, troppi servizi al telegiornale per non sapere quanto la situazione si stesse commutando in una mortalmente seria. In passato aveva perfino commentato dicendo spavaldo che a lui mai sarebbe capitata la stessa sorte di quegli sfigati e ora, invece, vi era dentro fino al collo. Come cavarsi da quell’impiccio? Avrebbe dovuto dar retta a quel rompiballe perbenista del gemello che più volte lo aveva esortato a darsi una calmata con quella frenetica vita notturna fatta di casinò, scommesse, locali di ogni tipo e spese eccessive.

Era sempre più vicino alla meta il giudice, lo sentiva nell’aria. L’odore della paura si acutizzava, segno che ancora poco e quel giovane avrebbe fatto tutto quello voleva. Osservava famelico Rhadamanthys, quel giovane vicino a lui mentre rimuginava sul da farsi, troppo divertente vederlo quasi annaspare in cerca di una possibile soluzione che faticava a palesarsi. Ecco il momento. – C’mon Mr. Maynard! Via quell’espressione affranta! Non era mio desiderio rovinare la vostra prima serata a Las Vegas! Forse si potrebbe … nah, lasciate perdere, che vado mai a blaterare! – e scosse il capo energico, quasi volesse cancellare per sempre quel pensiero sciocco e inopportuno, che tale non parve al contrario a Kanon, che, sporgendosi in avanti, lo pregò di continuare, svelandogli quel sospirato cavillo di Portia che lo avrebbe salvato dalla libbra di carne reclamata da quel novello Shylock.

Poco immaginava, che era esattamente la carne il pegno per saldare il suo debito.

Con studiata reticenza, l’uomo esordì lentamente il suo compromesso – Well … to tell the truth, una possibile soluzione ai vostri crucci potrebbe esserci … potremmo raggiungere, voi ed io, ad un piccolo accordo un po’ … - cercò accuratamente la parola – informale, ecco … – La stoccata finale. Un sorriso carnivoro era comparso, sul volto sempre composto del giudice, nel vedere ora lo sguardo fiducioso di quel povero sprovveduto ragazzo di fronte a lui pronto a rimettersi completamente nelle sue mani pur di salvarsi. – Certamente è una cosa assai inusuale questa che vi sto per proporre … - un attimo di esitazione per aumentare il phatos, le tecniche di nonno Shion portavano sempre eccellenti risultati. - … e ne avreste tutti i diritti per rifiutare, naturalmente … - un piccolo passo indietro per consentire alla preda di avvicinarsi al cacciatore – potrei considerare, sotto la mia personale responsabilità, la cancellazione del vostro debito ed un eventuale conto aperto nel nostro casinò … per una notte in vostra compagnia. –

- I beg you pardon? – era confuso Kanon, forse non aveva inteso bene la proposta. O forse sì, era solo il suo cervello che si rifiutava di credere a quanto udito. Un doloroso nodo gli strizzò lo stomaco.

– Una notte di sesso per la cancellazione del vostro debito – chiarì impietoso e professionalmente distaccato Rhadamanthys, le braccia incrociate sul petto. La bomba era stata sganciata.
Al giovane gli si annebbiò per un istante la vista: come? Aveva ben inteso? Andare a letto con quell’individuo? Era forse impazzito? Di tutte le richieste al mondo? No, mai! Non si sarebbe abbassato fino a quel punto! Vi era un limite alla decenza e anche lui, sì, anche lui aveva la sua dignità da difendere!

- Hell, no!!! Assolutamente no, è fuori discussione!!! Ma per chi mi avete preso?!? Per una …? Bloody hell, questa è … è la cosa più assurda che abbia mai sentito!!! Come vi permettete anche solo di …? Di …? No way, I won’t!!! – con uno scatto d’orgoglio misto a pura indignazione Kanon era balzato in piedi da quella ormai scomoda poltrona allontanandosi da quel pazzo che aveva di fronte rifiutando seccamente quella inquietante proposta. – I won’t, I tell you!!! –

- As you wish, Mr. Maynard … - Con un’espressione lievemente avvilita e rassegnata Rhadamanthys si era portato nuovamente dietro la scrivania lasciandosi quasi cadere sulla poltrona, riprendendo in mano il dossier che riguardava il giovane, soppesandone accuratamente il contenuto, nonostante ne conoscesse a memoria ogni particolare. – Speravo solo di venirvi incontro, non di offendervi in qualche modo … Sono invero dispiaciuto, di avervi turbato così tanto … - e sorrise ferino, tamburellando le dita sul voluminoso e incriminante fascicolo. Dopodiché si alzò, porgendo la mano a Kanon a mo’ di commiato – Mi auguro allora di rivedervi qui entro il termine della scadenza per saldare il debito Mr. Maynard. Tutto intero s’intende. Cent per cent – e premendo un tasto della piccola console integrata nella scrivania richiamò alla sua presenza le due guardie della sicurezza che cortesemente avrebbero accompagnato fuori “il condannato”, ricordandogli gentilmente i propri impegni.

- Cambiaste però idea, sapete dove trovarmi … la mia porta per voi sarà sempre aperta - furono le ultime parole udite da Kanon, prima di essere trascinato fuori dai due gorilla antropomorfi prima dallo studio, poi dal casinò direttamente.
E fu lì, in mezzo a quelle strade illuminate da luci colorate pressoché psichedeliche, che al ragazzo balzò in testa un’unica idea: ritornare veloce come il vento ad LA e per una volta, ingoiare il proprio orgoglio e confidarsi con il fratello maggiore, Santo Saga de’ Bisognosi.

OK guys, siete pronti per un'altra dose di risate? Eccovi la seconda parte della prima parte

Qui troverete dei gemelli come non li avete mai visti!


Capitolo 1: primo tempo - seconda parte

Appostato davanti alla finestra della cucina, Saga scrutava attento il viavai di persone sulla strada, domandandosi quanto accidenti occorresse ad Aiolos per fare una diavolo di spesa. No perché il castano era uscito alle tre e adesso erano quasi le cinque meno dieci. Insomma, mica doveva riempire un bunker antiatomico di scorte per un mese di fila? Gli aveva chiesto solo di comprare del pane, qualche scatoletta per Kira e un po’ di salmone per la cena! Uff, ancora cinque minuti e l’avrebbe chiamato al cellulare, dopodiché avrebbe sentite le sue, oh sissignore! Se non si era capito, il biondo era gelosissimo del suo fidanzato, se avesse potuto lo avrebbe rinchiuso a doppia mandata nel famoso bunker e grazie mille. E a proposito di Aiolos, per quella sera Saga aveva l’impressione di avergli promesso qualcosa, peccato che non si ricordasse esattamente cosa …
Come se non bastasse, l’altro coinquilino problematico di quella casa un po’ troppo affollata era il suo gemello minore, il quale - oltre ad alloggiare occasionalmente a scrocco da lui ovvero due giorni su tre - era sparito ieri sera in gran stile e ancora non aveva fatto ritorno a casa né per la colazione, né per il pranzo, figurarsi ora per la merenda. Lisciando nervosamente la pelliccia corvina della gatta e accarezzandola a mo’ di fisarmonica, Saga si appuntò mentalmente di provare la saldezza del legno della scopa anche sulla testa di Kanon non appena quest’ultimo avesse avuto il fegato di rimostrare il suo bel muso sulla soglia domestica.
E parlando del diavolo …
Lo stridulo gargarismo del campanello spaccò i timpani al maggiore dei gemelli, al quale non parve vero di abbandonare il felino martirizzato per la scopa e piazzarsi dietro la porta, attendendo che il fellone osasse entrare in casa. Ché siccome Aiolos aveva le chiavi, solo una persona al mondo poteva suonare. Una persona, che Saga aveva voglia di sminuzzare fino a cavarne fuori una salsina per bollito.

Levò quindi in alto la scopa e si apprestò a colpire la dura cervice del suo doppio. - Kanon, razza di babbione … io ti accop- … ! -

- AAAAAAAHHHHHHHH!!!! - urlò una voce femminile, quella della vicina di casa, che si accasciò ai suoi piedi, la mano stretta convulsamente al cuore.

- AAAAAAAAAAHHHHHHH!!! - ululò Saga, avendolo la testa dell’anziana signora colpito proprio al piede.

- AAAAAAAAAAHHHHHH!!! - gridò Kanon, che aveva assistito a tutto da dietro le spalle della donna. - Ma ti sei rimbambito, animale?! Che modi …?! - berciò poi, evitando un fendente di riflesso da parte di Saga.

Calò un silenzio da laringe infiammata.

- Dunque, anima prava - esordì il maggiore, dopo aver trascinato in casa la vicina, rianimatala, datole qualcosa da bere di fresco e rispedita fuori con un frettoloso “Sorry, sorry, later we shall see”. - Ti paiono ore da tornare a casa? Sono rimasto tutta la dannatissima notte davanti a quella finestra ad aspettarti! E poiché quando sono in ansia non riesco a star né fermo né zitto, per il nervosismo ho pure tenuto sveglio Aiolos! Stamattina aveva una faccia, che ha spaventato perfino Kira! -

L’espressione scettica di Kanon all’ultima frase lasciò intendere, che il volto del boyfriend di Saga avrebbe terrorizzato l’odiata – da lui - gatta di casa anche in seguito ad una notte trascorsa in coma profondo. In ogni caso, abbassò contrito il capo, giacché conscio del motivo per il quale era strisciato dolente e piangente al focolare domestico: se voleva attirare la simpatia – dire pietà era una pia speranza – del gemello, era meglio per una volta giocare la carta della remissività. Infatti, nulla avrebbe gasato di più l’ego di Saga, aspirante al titolo di sovrano assoluto della casa. Non che Kanon avesse poi molto da sindacare: per quanto tentasse di ritagliarsi un posto in quella casa, il tremendo suo doppio trovava sempre il modo per indirizzarlo al suo angolino.

- I’m sooooo sorrrrrry … - fu il suo sentito mea culpa, intrecciando le mani al ventre e mordicchiandosi colpevole il labbro inferiore. Che i maligni blaterassero quel che volevano, era sul serio dispiaciuto del suo comportamento e sapeva che, professioni di odio e minacce di morte a parte, Saga era sul serio preoccupato per lui. Quegli occhietti rossi erano dovuti alla mancanza di sonno, che altro sennò?

- Avanti, Rasputin! Sputa il rospo! - lo incalzò scettico Saga, essendo benissimo a conoscenza del modus operandi del fratello. - Solo in due occasioni ti atteggi così: quando mi devi chiedere dei soldi o quando ti sei cacciato in grossi e grassi guai! -

Kanon deglutì a disagio, torcendosi le dita. - , Saga … ecco io … è un po’ difficile da spiegare … - balbettò incerto se proseguire o meno, valutando nel frattempo tutte le possibili via di fuga. E a quale erede designare i suoi esigui beni rimastigli, in caso il suo piano di salvataggio della pellaccia non avesse avuto un esito positivo: come incominciare quel discorso così spinoso?

Sorridendogli mortalmente incoraggiante, il maggiore lo invitò a proseguire mediante un impaziente gesto della mano. - C’mon little bro! Dimmi pure! - gli posò una mano sulla spalla, provocando un nervoso fremito nel gemello. - Lo sai che ti ascolto sempre! - e allargò il suo ghigno troppo ambiguo per essere sano.

Ed era appunto quello che Kanon temeva: infatti, Saga lo ascoltava, certo, ma fino a metà discorso; l’altra metà era dedicata all’inseguimento gemellare se gli andava male, altrimenti era una lavata di capo in ogni senso, letterale e non. In poche parole, viso completamente umido di bava eruttata dalla bocca di Saga appositamente trasformatasi in vulcano. Uff! Perché era sempre così intransigente? Oddio, lo sarebbe stato anche Kanon, se avesse avuto un fratello scellerato dalle mani più bucate di una ciambella che gli scialacquava allegramente il conto corrente. Ma quelli erano dettagli: in fin dei conti, era o non era il fratellino minore da viziare?

- Ecco Saga … la verità è che … ti ricordi di quel debito che dovevo saldare? - esordì cauto il minore, strascicando così tanto le parole, che l’altro dovette allungare il collo per intendere cosa stesse dicendo.
- Yeah, quello famoso …! -
- Exactly! Dunque, ti avevo detto che avrei trovato una maniera per estinguerlo, giusto? -
Sospettoso, Saga arcuò il sopracciglio. - Yesss, me lo avevi accennato di sfuggita, quando lo ribadisti dal finestrino della macchina … - per salvarsi dalle sue grinfie, ovviamente. Le convenzioni di Ginevra erano un’utopia in quella casa, così come il semplice concetto sconosciuto di dialogo.
- Ebbene … - proseguì un Kanon sull’orlo delle lacrime - io … *parola incomprensibile* … un casino, Saga! -

Silenzio.

- Perché non mi sto sorprendendo di quel che mi hai appena rivelato? Of course, che tu non fai altro che creare casini, razza di bestia mal riuscita! - imprecò, saltando giù dalla sedia e dirigendosi verso il frigo, servendosi di una Lemonade fresca. - Ti hanno rifiutato i soldi perché gli interessi erano lievitati nel frattempo? Ti hanno rubato il portafoglio? O … - orribile presentimento, - ti sei dimenticato come tuo solito la password e ti hanno risucchiato la carta di credito? - e strinse in maniera convulsa il bicchiere, provocando un doloroso nodo allo stomaco al fratello, che pregò ogni santo del Paradiso di soccorrerlo almeno in quel frangente famigliare.

- No, quello no … - pigolò terrorizzato, il viso più pallido di una scodella di porridge. - La verità, Saga, è che io … io non ho fatto un casino … sono stato ad un casin … ò! -

- … ò … - ripeté stralunato il biondo, i muscoli della mascella d’un tratto troppo deboli per sorreggerla. - Un casinò … - mormorò roco e gutturale quanto il mare burrascoso. - Vorresti forse comunicarmi, che tu sei stato in un casinò? - e lo fissò con degli occhi preoccupantemente dilatati.

- Yesssssssssss …- rispose in un filo di voce Kanon, indietreggiando senza alzarsi dalla sedia. - Ma non è questo il punto! -

- Ah no? E quale sarebbe? Che ti sei indebitato senza speranza con la casa da gioco? Eh? - sbraitò Saga, le dita che si contraevano in nervosi spasmi assassini.

- Più o meno … Insomma, ho contratto un debito di 150.000 dollari e … - ma Kanon non ebbe più il coraggio di proseguire, sopraffatto dalla paura folle di un ineluttabile manrovescio da parte del duo doppio.

E invece …

- Solo? - rise Saga, gettando ilare il capo all’indietro. - Ih, lo puoi estinguere presto: hai i soldi che ti ha dato la nonna la settimana scorsa! - e finì serafico la sua limonata, avendo infatti temuto il peggio.

Meno ottimista, il minore ci tenne a precisare su che fine avesse fatto il regalo della nonnina. - , mi hai bloccato la carta di credito e sequestrato il libretto degli assegni … -

- Oh, è vero! Me l’ero dimenticato! - si portò il gemello maggiore la mano davanti alla bocca, ricordandosi solo ora del piccolo accorgimento preso nei confronti del fratello. - Beh, allora sei davvero fregato! - fu la sua logica conclusione, appoggiandosi sullo schienale e portando un ginocchio al petto.

- Ed è qui che ho bisogno del tuo aiuto! -

Saga gli fece un palese marameo. - Non sperare che ti dia anche un solo misero cent! - e l’imperioso e definitivo gesto della mano equivalse al termine delle trattative, sennonché l’insistente scuotere del capo di Kanon lo persuase a concedergli un’ultima possibilità di scrostarlo dalla sua carapace d’insensibilità.

- Saga, mi devi sul serio aiutare! Ho compreso il mio errore: sono disposto a cambiare, a mettere la testa a posto, a darmi alle opere pie a … a voler perfino bene alla bestiac-emm , alla gatta! Ma ti supplico, dammi quei soldi! - si mise in ginocchio un disperato Kanon, le mani giunte in rumorosa preghiera.

- La storiella del figliol prodigo non attacca con me! - replicò indifferente il gemello, tornando a torturare di coccole la gatta nera. - L’inghippo è tuo e te lo sbrogli tu! - e si apprestò a levarsi in piedi. Più rapido di una pantegana, il minore lo costrinse a risedersi, tirandolo giù per la manica della camicia.

- Tu non capisci! Se non pagherò al Meikai quei 150.000 dollari, il direttore è capacissimo di farmi passare un brutto quarto d’ora, che si ripercuoterà negativamente per tutta la mia vita, costringendomi ad un forzato abbonamento dallo psicologo! A meno che io … -

Intrigato da quella frase morta a metà, le orecchie del biondo più anziano si drizzarono d’un colpo interessate. - Che tu …? - e attese in spasmodica aspettativa le parole dell’altro, il quale divenne convenientemente muto: infatti, per quanto messo alle strette, la proposta piuttosto indecente mossagli alla vigliacca da Mr. Mortimer era alquanto imbarazzante da rivelare così su due piedi ad una persona che, oltre ad essere suo fratello gemello, godeva della rinomata fama di re dei fustigatori moralisti.

- Saga … lui m-mi h-ha p-p-pppproppposssssttttooo uno scc-scam-scambio: il debb-debit-to annullatt-tto p-p-per u-una not-notte di … ih, non ci riesco! - nascose Kanon il viso tra le mani, scuotendo affranto il capo.

- Perché non fai uno sforzo? -

- Okay: luimihapropostounoscambio:ildebitoannullatope


runanottedisesso! -

Silenzio anormale.

Kanon fissò ansioso il fratello.

Kira guardò terrorizzata il padrone.

Saga si grattò perplesso la testa.

Gli uccellini cinguettarono felici sul loro nido.

- Ah sì? - disse infine il gemello maggiore, facendo spallucce. - Beh, per fortuna che ti ha lasciato un modo per saldare il debito … sai che figuraccia sennò! Etichettati in tutta LA come degli insolventi e magari pure baro! - e riuscì finalmente ad alzarsi da quella dannata sedia, abbandonando fratello e gatta al loro sconcerto generale.

- Ma … - boccheggiò sconvolto Kanon, che prese a seguirlo camminando sulle ginocchia. - Ma Saga! Quel viscido mi sta ricattando sessualmente e tutto quello che hai da dire è che sei contento che lui ci abbia concesso una possibilità di sdebitarmi senza ricorrere ai soldi? Hai forse perso la testa? - fu la sua appassionata protesta, appello visibilmente non accolto dall’intransigente suo doppio.

- Ih, Kanonuccio mio, che vuoi che sia una notte di sesso? Non è quello che fai ogni notte? E mollami! - grugnì scocciato Saga, trascinandosi ora a fatica per il corridoio di casa, avendolo infatti il fratello arpionato per la gamba, trainandoselo così in giro e ripulendo, già che c’era, pure il pavimento. - Eppoi, cos’è questo “ci”? Da quando in qua io sarei complice dei tuoi misfatti, fratello sconsiderato? -

Piantando le unghie sui jeans del maggiore, Kanon singhiozzò afflitto: - Non voglio essere l’uke! –

- Eh? -

- Lui mi costringerà a fare il passivo, ci scommetto la lettiera di Kira! - pianse ora senza ritegno il biondo, affondando il viso sulla coscia di Saga, al quale incominciò a venire un gran mal di testa.

- Embé? È un “tuo” problema, non mio! - berciò stizzito il gemello maggiore, mulinando esausto le braccia. Poi, un’orribile intuizione. - Non è che tu stia insinuando che io sarei più adatto a …? - e non osò concludere la frase, tanto la bile aveva preso a corrodergli lo stomaco, risalendo su per l’esofago.

Kanon gli elargì un timido sorriso. – Yes - sussurrò candido, sbattendo eloquente le ciglia umide di lacrime.

Le labbra di Saga ebbero un pericoloso tremito. - FUCK THIS, IO NON SONO UN DANNATISSIMO UKE! NON SO CHI SIA STATO IL DELINQUENTE CHE ABBIA MESSO IN GIRO QUESTA DICERIA, MA IO SONO MOLTO VIRILE, CAPITO? IL TITOLO DI PADRONE INDISCUSSO DEL LETTO E’ MIO! QUINDI, SE NON VUOI CHE TI DISITEGRI A LIVELLO ATOMICO IN QUESTO MEDESIMO ISTANTE, TI CONVIENE RIMANGIARE QUANTO HAI APPENA DETTO, ANZI PENSATO! - ruggì leggermente irritato, lavando la faccia di Kanon con un ettolitro di saliva. Dopodiché si schiarì la gola mediante un piccolo colpo di tosse, ribadendo a voce più bassa: - La risposta è no! –

- Non ti ho proposto nulla! - scosse Kanon innocentino il capo. - Ho solo … -

- My dear little bro - lo interruppe l’altro - tanto lo so che tu volevi infidamente suggerirmi di prendere il tuo posto, ma la risposta è no! Non mi scambierò con te! Non farò l’uke! E decisamente non scucirò mezzo cent per salvare il tuo brutto muso! - e gli tappettò indulgente la testa, pronto per rintanarsi nella sicurezza della sua camera da letto.

Lasciando cadere pesantemente le braccia e liberando così il gemello dalla sua ferrea presa, Kanon balbettò incredulo: - Ne deduco, che allora tu non sia poi così dominatore a letto, se hai poi paura di essere messo sotto dal primo direttore di casinò che passa! - lo provocò maligno. A onor del vero, di solito il minore dei gemelli non era così bastardo verso il prossimo – tranne nei confronti di Kira e all’occasione di Aiolos - tuttavia, la situazione era disperata e le misure dovevano esserlo di conseguenza. Infatti, Kanon non scalpitava per un servizio di massaggio completo da parte di quelle brutte copie di Men in Black, né tantomeno di un’oretta di coccole peccaminose estorte col ricatto da parte di un direttore infoiato. Ovviamente, forse era un po’ meschino da parte sua delegare quella patata bollente nelle mani di Saga, però allo stesso tempo era sicuro che suo fratello avrebbe trovato il cavillo di Portia per salvargli la testa.

Nel frattempo che Kanon si dilettava in questa tabella di pro e contro, Saga fumava peggio di un sifone per seltz giacché colpito in pieno nella sua vanità: quello scapestrato osava mettere in dubbio le sue abilità di dominatrix? Well, non che a lui piacesse il BDSM, però … insomma, non era poi una donzella così fragile da commuoversi per delle sdolcinatezze o a frignare per delle prove di forza o … ecco … beh … a dire il vero … Ih! Il mal di testa!

- Alright! - capitolò stremato Saga, massaggiandosi le tempie con ambedue le mani. - Hai vinto! Andrò io al Meikai! Ma …! - e interruppe lo slancio di gratitudine del gemello puntandogli contro il dito. - Non finirò uke e terrorizzato nel letto di quel polipo! - ci tenne a precisare, entrando in seguito con piglio deciso nella sua stanza e dirigendosi verso la cassaforte che aveva comprato apposta per depositarvi temporaneamente il portafoglio: quando lui non era in casa e il gemello sì era meglio tenere al sicuro certe cose per evitare prestiti imprevisti.
- Prima, però, dovrò trovare il mio libretto degli assegni …! - borbottò tra sé e sé, trafficando con la combinazione.

- Eh? -

Roteando esasperato gli occhi, il maggiore rivelò l’arcano: - Well, Kanon my dear, vado ad estinguere il debito e sarà in denaro, mettitelo bene in testa! - Cosa diavolo si era aspettato? Che concedesse a chiunque i suoi favori? Figurarsi! E a proposito di favori, ora che ci ripensava, quale favore aveva promesso ad Aiolos quella sera? Boh …

- E allora, perché non mi riconsegni il mio libretto e lo faccio direttamente io? - fu il logico ragionamento del minore, cui Saga replicò scuotendo il capo e cingendo partecipe il fratello per le spalle.

- Because, carissimo, conoscendo la tua natura attira guai, saresti capacissimo di imbucarti in Dio solo sa quale bordello di impiccio, rischiando così che i gentilissimi lavoratori del Meikai vengano a porgermi una simpatica e improvvisa visitina, piantandomi poi una pallottola in testa e questo solo per la colpa di assomigliarti! Comprendi, ora? –

- Ho afferrato il senso, yes … - ammise docile Kanon, rabbrividendo un poco per quell’inaspettata manifestazione di affetto del fratello nei suoi confronti. - In ogni modo, spero che tu riesca a convincere Mr. Mortimer! You see, ho avuto come la netta impressione che non gliene importasse poi un granché dei soldi e che fosse più interessato ad altro … - e un eloquente svolazzo con la mano esplicò ciò che le parole trovavano imbarazzante da definire.

- Don’t worry, be happy! Andrò lì, gli staccherò l’assegno e tutto si sistemerà per il meglio! - sorrise ottimista il giovane. - Più semplice di così! -

Kanon avrebbe tanto voluto condividere il medesimo stato d’animo, anzi, avrebbe voluto fermare il suo doppio e assumersi per una volta la responsabilità delle sue azioni: sospettava, infatti, che la situazione non si sarebbe risolta con un assegno, oh no! Ciononostante, non proferì parola, limitandosi a fissare dubbioso il fratello, che stava intanto compilando una sorta di lista sul comodino.

Lista che Saga gli sventolò prima sotto il naso, cedendogliela poi solenne.

- Che cos’è? - s’informò curioso il suo doppio, apprestandosi ad aprire il foglietto, sennonché Saga lo bloccò all’ultimo.

Silenzio.

- Kanon, devo purtroppo confessarti una cosa … - esordì il maggiore a disagio, atto che aumentò la curiosità del minore. - Ecco, sai … per motivi più o meno etici … ecco io … tu … è meglio che Aiolos non venga a sapere che io sono stato a Las Vegas … -

L’altro giovane sbatté disorientato le palpebre. - Why so? Perché? -

- Tu fidati! - lo rassicurò Saga, mordicchiandosi pensoso il labbro inferiore. Infatti, se sul serio l’intera faccenda si concludeva a letto, era meglio che Aiolos restasse all’oscuro di tutto altrimenti lo shock l’avrebbe ucciso, soprattutto dopo avergli promesso di … uffa, di …? … ih! L’aveva proprio dimenticato!

- Non è molto onesto da parte tua, Saga … - gli ricordò dolcemente Kanon, guadagnandosi una scettica occhiata dal gemello dello stile “Da che pulpito viene la predica!” - Listen, dimenticati di quel che ti ho detto: mi recherò io da Mr. Mortimer e salderò il debito, anche in natura se necessario! Non voglio che tu … -

- Never! - lo interruppe un Saga infiammato da un raptus di amore fraterno. - Non permetterò mai che il mio fratellino subisca tali umiliazioni, siano esse pecuniarie o amatorie! Io ti salverò Kanon! - esclamò rapito dal suo stesso sacrificio, pigliando uno sconvolto Kanon per le guance. Forse, sarebbe stato sul serio meglio se non avesse menzionato proprio nulla a quello svitato del suo doppio …

Probabilmente era alquanto ingrato da parte sua pensarlo, però a Kanon stava incominciando a risultare sospetta tutta quell’insistenza da parte di Saga per recarsi a Las Vegas e non esattamente per toglierlo dai guai! - E come la metterai con Aiolos? Guarda che quello là mica è così scemo! Insomma, starai via per quasi un giorno, non è che posso rifilargli all’infinito la classica storiella delle sigarette, specie da quando hai smesso di fumare! –

- Dettagli! Ho ricominciato! - fece spallucce Saga, estraendo già che c’era una cicca dai pantaloni. - In ogni modo, non s’insospettirà di nulla perché noi … -

- … lo drogheremo, ho capito! –

- No, you idiot! - gli elargì il maggiore un indispettito scappellotto. - Perché noi ci scambieremo! Per stasera fino a domani tu interpreterai me, così Aiolos non sospetterà nulla, io estinguerò il debito e vivremo tutti felici e contenti! –

- Ah! - fece Kanon distrattamente, fissando il vuoto davanti a sé. - E pensi che funzionerà? –

- Boh! - fu la sincera risposta di Saga, che causò una dolorosa frana mascellare al minore. - E’ tuttavia l’unica soluzione possibile! - almeno per la sua mente contorta. - E se seguirai alla lettera le mie istruzioni, tutto filerà liscio! -

Ancora assai dubbioso, Kanon scorse veloce i punti della lista, leggendoli a voce alta, la fronte corrugata:

1. Pettinati i capelli;
2. Non accarezzare Kira;
3. Limitati a cambiarle la lettiera e a darle la sua pappa;
4. Mantieni in ordine la casa;
5. Prepara la cena e la colazione;
6. Stai alla larga da Aiolos;
7. Non dare retta a qualsiasi sua richiesta …? What the …? Saga, questa qui temo di non averla esattamente compresa … - gli spiegò il minore la sua perplessità, anche perché il punto numero sette era stato cerchiato insistentemente di rosso.

Allungando il collo, Saga gli spiegò arrossendo un po’ in imbarazzo: - Ah, quello! (IMG:style_emoticons/default/ehm.png) , ecco … Ultimamente non è un buon periodo per Aiolos, you see, ci sono state delle tensioni tra lui e me … le solite piccole e insignificanti divergenze della vita di coppia … (IMG:style_emoticons/default/ehm.png) … -

- Cos’ha che non va Aiolos? –

- Lui? Apparentemente nulla, però … non di meno … vedi, lui è entrato in una fase un po’ irrequieta della nostra relazione e ci vuole un ferreo autocontrollo per non cadere in tent-(IMG:style_emoticons/default/ehm.png) , per frenare certi spasimi nervosi, i quali possono sfociare anche in una violenza assurda se non incanalati nella giusta direzione! Quindi, non parlargli più del necessario, non provocarlo e soprattutto non avvicinarlo per nessuna ragione! Potrebbe essere l’ultima cosa che fai prima di perdere inesorabilmente la ragione e commettere la fesseria più grande della tua vita! Perché se dovessi mai scoprire che l’hai combinata, sarà meglio per te che ti scavi da solo la tua fossa e che ti ci seppellisca dentro! - minacciò Saga il gemello neanche troppo velatamente, intanto che spremeva le meningi su quel che aveva promesso al suo boyfriend e che ancora si ostinava a rimanere infangato negli abissi della sua memoria.

- Alright, alright! Non tocco Aiolos, non lo guardo neppure! - alzò in alto le mani Kanon, arrendendosi dinanzi a quel veemente scatto geloso da parte del suo doppio. Sweet Jesus, chi l’avrebbe mai detto che il suo fratellone fosse così paranoico nei confronti del suo ragazzo? Tra i due, gli era sempre parso Aiolos il più geloso!

- Giuralo! - lo intimò pericoloso Saga, stringendo bellicoso gli occhi.

- Lo giuro! –

- Good. E baderai a Kira? –

- Yes … - fu l’amara concessione strappata di controvoglia a Kanon. La gatta ricambiò col medesimo entusiasmo.

- Brilliant! - sospirò soddisfatto Saga, mentre si chinava per prendere in braccio il sopracitato felino che si stava strusciando sulle sue gambe. - Tu mi raccomando, angioletto mio: controlla che questo screanzato si comporti bene … - sussurrò alle soffici orecchie di Kira, grattandole poi sotto il mento e prontamente ricambiato da sornione fusa, segno che il patto scellerato tra i due era stato sancito.

Spiando apprensivo la gatta e il suo padrone di sottecchi, Kanon non ebbe un buon presentimento.

Si preannunciava, infatti, una lunga serata.
7 Sep 2011
Ola gente, questa è una domanda niubba lo so, ma davvero non so che diavolo siano i re tool del browser, dove si trovano e come agire su di loro.

Il mio problema nello specifico: Gioco da anni ad un gioco online "Ogame" negli ultimi giorni non mi funziona bene una "funzione" (?) del gioco, potrei anche specificare quale ma non so se qualcuno di voi conosce questo gioco di strategia quindi non mi dilungo troppo, se poi vorrete spiegherò meglio nel dettaglio.

Dunque dicevo, mi hanno consigliato per prima cosa di eliminare i cookies.

Ok, come si fa? Basta fare la pulizia del disco con l'applicazione del windowsXp ovvero cancellare i file temporanei di internet? Una volta questa operazione la facevo con il Norton sistem works, tanto bellino che mi faceva anche tante cose, ma da qualche anno non lo producono più i disgraziati, credo sia rimasto alla versione nel 2003 sad.gif e prima ancora lo facevo manualmente dalla cartella dei file temporanei di internet... Ora non so neanche più dove mettere le mani su WindowsXp...

Poi mi hanno detto di fare aggiorna con F5 e disabilitare (?) i re tool del browser che uso (ovvero IE versione 8) e se non dovesse risolversi il problema, cambiare browser. Io però l'unico che ho provato di differente è Firefox ma non mi piaceva, troppe complicazioni con i vari aggiornamente e opzioni che spesso vanno in contrasto con il gioco Online.

Infine, quale anima pia può guidarmi passo passo per risolvere il problema?

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